Assemblea condominio: come impugnare le delibere

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Assemblea condominio: come impugnare le delibere
Condominio – assemblea – impugnazione

 


 

 

Chi può impugnare una decisione dell’assemblea di condominio?

Può contestare la decisione dell’assemblea di condominio solo il condomino che era assente alla riunione o che ha votato “contro” (ossia il condomino dissenziente). Quindi chi ha votato a favore di una determinata decisione non può poi agire in tribunale.

La giurisprudenza ammette anche l’impugnazione del comproprietario:

presente all’assemblea che si è astenuto o che non ha manifestato alcuna volontà;
che si è allontanato dall’assemblea, a meno che egli abbia conferito delega a un soggetto che ha votato a favore della delibera.
Quali sono i termini per contestare la delibera condominiale?
Esistono termini perentori per impugnare una delibera condominiale, scaduti i quali non è più possibile fare nulla e si dovrà accettare, per forza di cose, la decisione della maggioranza, per quanto illegittima. Questi termini non operano solo in caso di delibere affette da errori particolarmente gravi (delibere nulle) come ad esempio il mancato rispetto dei quorum per decidere.
Le delibere annullabili, invece, come dicevamo, devono essere contestate entro il termine di 30 giorni che decorrono:

 

 

per coloro che hanno votato a sfavore («dissenzienti») e per quelli che si sonoastenuti dal votare: dalla data della riunione di condominio. È da questo giorno, quindi, che si iniziano a contare i 30 giorni per rivolgersi all’organismo di mediazione e poi al giudice;
per i condomini che non hanno invece partecipato all’assemblea («assenti»), dalla data di comunicazione del verbale dell’assemblea di condominio. Questo verbale può essere spedito con raccomandata a/r o può essere consegnato a mano da parte dell’amministratore. Non rileva il fatto che il condomino abbia saputo, informalmente da uno dei condomini o dallo stesso amministratore, l’esito dell’assemblea; tale conoscenza non fa decorrere i 30 giorni di tempo per impugnare la decisione.
Al termine di impugnazione si applica la sospensione feriale dei termini processuali prevista per il periodo dal 1° al 31 agosto di ogni anno: in altre parole, la delibera assunta il 31 luglio potrà essere contestata fino al 30 settembre e non fino al 30 agosto.

 

Termini per l’impugnazione in caso di raccomandata non consegnata

Se il condomino, assente all’assemblea, riceve il verbale con il resoconto della riunione tramite raccomandata a.r., si è detto che il termine di 30 giorni per impugnare la decisione decorre dal momento in cui il postino gli consegna la lettera. Ma che succede se il postino non trova nessuno a casa a cui consegnare la busta? A chiarirlo è stata più volte la giurisprudenza e, da ultimo, il tribunale di Bologna. In caso di momentanea assenza a casa del condominio, al momento dell’arrivo del portalettere, il termine decorre dalla data di ritiro della lettera all’ufficio postale. Se però il ritiro avviene dopo 10 giorni dal deposito dell’avviso di giacenza, il termine decorre dall’11° giorno dopo tale deposito; in pratica il termine per impugnare la delibera assembleare, in caso di destinatario assente, decorre trascorsi dieci giorni dal rilascio dell’avviso di giacenza.
Il Tribunale, infatti, ritiene di aderire all’orientamento per cui «Ai fini del decorso del termine di impugnazione delle delibere assembleari previsto dal codice civile [2] la comunicazione, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, del verbale assembleare al condomino assente all’adunanza si ha per eseguita, in caso di mancato reperimento del destinatario da parte dell’agente postale, decorsi dieci giorni dalla data di rilascio dell’avviso di giacenza ovvero, se anteriore, da quella di ritiro del piego» in applicazione analogica delle norme sulle notifiche degli atti giudiziari [3]».

Il termine è previsto a pena di decadenza, pertanto una volta decorso gli interessati non possono più impugnare la delibera che diviene definitiva ed esplica i suoi effetti nei confronti di tutti i comproprietari, anche dissenzienti.

 

 

La causa contro il condominio

Chi impugna la delibera deve predisporre, con l’ausilio di un avvocato, un ricorso da depositare nella cancelleria del giudice competente. Nella materia condominiale vige però l’obbligo della preventiva mediazione. Pertanto, prima di azionare la causa davanti al giudice, bisognerà presentarsi innanzi a un organo di mediazione insieme al proprio avvocato cui dovrà aderire la controparte (il condominio).
Nel ricorso o in corso di causa il condomino che impugna la delibera assembleare può chiedere al giudice per la sospensione della delibera impugnata. In mancanza, la delibera può essere eseguita anche in pendenza del giudizio. Il giudice dispone la sospensione se sussistono gravi motivi da cui può derivare un danno grave ed irreparabile.