Eredità con debiti ecco cosa fare

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Eredità con debiti ecco cosa fare

 

Chi è erede di una persona e non sa a quanto ammontano i debiti è meglio che prima faccia una verifica puntuale in modo da evitare di accettare con imprudenza un patrimonio che potrebbe riservare brutte sorprese. Ad esempio sarà opportuno:

  • fare una visura protesti alla camera di commercio per sapere se il defunto ha emesso assegni o cambiali non onorate e poi protestate;
  • fare una indagine in Crif per verificare se ci sono debiti e finanziamenti in corso;
    chiedere informazioni all’avvocato di famiglia, per conoscere eventuali pendenze giudiziarie;
    chiedere un estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate Riscossione per comprendere se ci sono cartelle esattoriali non onorate;
    inoltrare la medesima richiesta all’Agenzia delle Entrate;
  • parlare con il direttore della banca con cui il defunto aveva un conto corrente per conoscere eventuali posizioni debitorie;
    chiedere all’amministratore di condominio un’attestazione di eventuali oneri non corrisposti;
  • se si trattava di un imprenditore, verificare se c’è un fallimento in corso (l’indagine si esegue in tribunale, alla sezione fallimentare);
    spulciare tra le carte nei cassetti per ricercare lettere e altri indizi di debiti.In ogni caso, quando i dubbi dovessero persistere si può accettare l’eredità con beneficio di inventario. In questo modo non si rischiano pignoramenti sui propri beni; difatti, i creditori potranno pignorare solo i beni ricevuti dall’erede con la successione e non quelli personali (cosa che invece non succede in caso di accettazione pura e semplice, per la quale l’erede risponde anche con i propri beni).

 

 

Quanto tempo per decidere se accettare l’eredità?

Ci sono 10 anni per decidere se accettare o meno l’eredità: tutto il tempo per fare le opportune verifiche. Solo chi si trova nel possesso dei beni ereditati (ad esempio il figlio convivente) ha tempi più stretti: 3 mesi per fare l’inventario dei beni e 40 giorni per poi decidere se accettare o meno.

Chi rinuncia all’eredità può revocare la rinuncia all’eredità – e quindi diventare erede – sempre a condizione che gli altri eredi non abbiano già compiuto le loro scelte e che i dieci anni non siano decorsi. C’è chi usa questo cavillo giuridico per impugnare le cartelle esattoriali: prima rinuncia all’eredità, poi fa ricorso contro la cartella e la fa annullare (non essendo erede) e, infine, revoca la rinuncia all’eredità e acquisisce il patrimonio del defunto.

 

Che fare se il creditore chiede il pagamento prima dell’accettazione dell’eredità?

Il chiamato all’eredità non paga il debito del defunto anche se omette di fornire al creditore l’atto di rinuncia all’eredità. Spetta, infatti, al creditore dimostrare la qualifica di erede. Non basta il disinteresse di quest’ultimo all’intimazione di pagamento. A tal fine il creditore, avendo interesse a individuare l’erede del suo debitore scomparso, può chiedere al tribunale lafissazione di un termine entro il quale il chiamato all’eredità dichiari se accetta o rinuncia alla stessa.

La Cassazione, a riguardo, ha chiarito che in tema di successioni, il fatto di essere chiamati all’eredità, pur rappresentando un presupposto della qualità di erede, non è di per sé sola sufficiente, essendo necessaria anche, da parte del chiamato, l’accettazione espressa o tacita. Ne consegue che, in ipotesi di richiesta di pagamento o di causa instaurata nei confronti del preteso erede per debiti del defunto, incombe su chi agisce l’onere di provare l’assunzione da parte del superstite della qualità di erede; tale qualità non può desumersi dalla mera chiamata all’eredità, non essendo prevista alcuna presunzione in tal senso, ma consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta, quindi, un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto chiamato in giudizio.
L’accettazione tacita dell’eredità necessita di atti di gestione dei beni posti in essere dal chiamato e non semplice disinteresse alle richieste di terzi.