Infortuni sul lavoro: no risarcimento se lavoratore imprudente

Infortuni sul lavoro: no risarcimento se lavoratore imprudente

Esclusione responsabilità datore – risarcimento danni – infortuni sul lavoro

 


 

 

“Alla stregua dell’articolo 2087 del Cc non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che pur non rientranti nella nozione di inopinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta, perché non rientranti nella suddetta prestazione e perché effettuate senza darne allo stesso preventiva comunicazione secondo le direttive impartite. Corollario di tale principio è che la parte datoriale non incorre nella responsabilità di cui alla norma civilistica per non avere fornito le attrezzature necessarie a tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore nello svolgimento della non prevista prestazione né di non avere esercitato il controllo sulla conseguente esecuzione nel rispetto dei paradigmi di sicurezza legislativamente richiesti”.

 

 

La vicenda.

 

 

Questo il principio di diritto espresso dalla Cassazione con la sentenza n. 146/2018. La Corte si è trovata alle prese con una vicenda in cui un lavoratore aveva subito un infortunio cadendo a terra dalla scala, perché, in precarie condizioni di stabilità, aveva voluto comunque tagliare un ramo che poggiava su un cavo elettrico. I giudici di merito e anche la Cassazione hanno rilevato come in questi casi debba essere esaminato il comportamento del lavoratore, perché la decisione è frutto di una scelta assolutamente arbitraria. Anche perché, se così non fosse, il datore sarebbe sempre e comunque responsabile per azioni del prestatore anche se dettate da eccessiva spregiudicatezza che nulla hanno a che vedere con la best practise e con i vari mezzi di sicurezza messi a disposizione dall’imprenditore.

 

 

L’alternativa.

 

 

Nel caso concreto, infatti, l’episodio non sarebbe accaduto se il prestatore avesse fatto presente la situazione ai responsabili. In quel caso il datore avrebbe provveduto a mettere a disposizione una piattaforma aerea che avrebbe molto probabilmente scongiurato l’accaduto. La Corte così ha rigettato il ricorso del lavoratore.