Omicidio stradale no alla revoca automatica della patente

Omicidio stradale no alla revoca automatica della patente
Reati – Penalista – Revoca patente di guida

 


 

 

Corte Costituzionale, comunicato stampa 20/02/2019

 

Sono legittime le pene previste dalla legge sull’omicidio stradale del 2016.

L’avallo di costituzionalità proviene dalla Consulta, che con la pronuncia del 20 febbraio, ad oggi ancora non depositata, pone sotto la lente la riforma, di appena tre anni fa, che ha introdotto il delitto di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, intensificandone le sanzioni.

La legge ha superato l’esame di costituzionalità in relazione al divieto di bilanciare circostanze aggravanti con attenuanti.

In dettaglio, nel comunicato del 20 febbraio 2019, la Corte costituzionale informa che la Legge n. 41 del 23 marzo 2016 ha superato il vaglio di costituzionalità con riferimento al divieto, per il giudice, di considerare prevalente o equivalente la circostanza attenuante speciale della “responsabilità non esclusiva” dell’imputato (la quale comporta la diminuzione della pena fino alla metà) rispetto alle concorrenti aggravanti speciali previste per tali reati, tra cui la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

 

 

Al contrario, è stato ritenuto illegittimo l’articolo 222 del Codice della strada, dove prevede l’automatica revoca della patente di guida in ogni ipotesi di condanna per omicidio e lesioni stradali. In pratica i giudici romani hanno posto uno stop alla revoca automatica della patente di guida (di cui all’art. 222, c. III, C.d.S.) nei casi di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

La revoca automatica, secondo gli stessi togati, è legittima solamente nei casi di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza, o di alterazione psicofisica per l’assunzione di stupefacenti. Consegue che l’automatismo è illegittimo nelle restanti ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali, in tal modo riconoscendo al giudice il potere di valutare, fattispecie per fattispecie, se applicare, in alternativa alla revoca, la sanzione della sospensione della patente di guida.