Separazione coniugi affidamento condiviso animali domestici

Separazione coniugi affidamento condiviso animali domestici
Separazione- divorzio – affidamento animali

 


 

 

Chi l’ha detto che in caso di separazione tra i coniugi o ex conviventi, l’affidamento condiviso possa essere disposto soltanto per i figli minorenni? In attesa di un intervento legislativo che superi la lacuna, sempre più giudici di merito stanno applicando l’istituto anche agli animali domestici

 

Il Tribunale ordinario di Sciacca, nella persona del suo Presidente, in data 19 febbraio 2019, ha pronunciato un singolare decreto all’esito della causa di separazione tra due coniugi. Dopo l’esito negativo del tentativo di conciliazione tra le parti, dal quale era emersa l’insanabile rottura del loro legame coniugale e dopo aver disposto in favore della moglie un assegno di mantenimento a carico del marito, tenuto conto della durata del matrimonio, dell’età delle parti, della loro capacità lavorativa e dei loro redditi, si è trovato a dover decidere dell’affidamento dei loro animali domestici.

Ed in vero, in assenza di accordi condivisi e partendo dal presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela anche in relazione al benessere dell’animale stesso, ha deciso per l’assegnazione del gatto al coniuge che, dalla sommaria istruttoria, era apparso più idoneo ad assicurare il miglior sviluppo possibile dell’identità dell’animale stesso e, il cane, indipendentemente dall’intestazione risultante nel microchip ad entrambe le parti, è stato affidato a settimane alterne ad entrambi gli ex conviventi, con spese veterinarie e straordinarie pure divise al 50%.

 

 

La sentenza non si pone certamente come unica nel suo genere.
Sono diverse le pronunce di merito che hanno disposto l’affidamento condiviso di animali domestici. Ciò in quanto sono “sempre più frequenti i casi in cui i coniugi o, comunque, le persone che in regime di convivenza hanno posseduto un animale domestico si rivolgono al giudice” (Trib. Roma, 8.11.2016).

Ebbene, in assenza di diversa pattuizione tra le parti, non spetta che al giudice definire a chi vada affidato l’animale domestico.

Il regime giuridico in grado di tutelare l’interesse materiale, morale e affettivo del cane o del gatto e di contemperarlo al tempo stesso con l’interesse affettivo dei due coniugi o ex conviventi, è soltanto l’affidamento condiviso.

Ciò non deve meravigliare soprattutto se si considera che l’animale, come recita il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 13 dicembre 2017 è un “essere senziente”.