Responsabilità civile

 

Nell’ambito della responsabilità civile occorre distinguere due figure: la responsabilità contrattuale e quella extracontrattuale.

Responsabilità contrattuale

La prima consegue all’inadempimento o adempimento parziale o errato di un’obbligazione preesistente. Quest’ultima potrà scaturire da un contratto o da una delle fonti di cui all’art. 1173 c.c. Nel caso in cui il debitore (della prestazione dovuta, non necessariamente consistente in una somma di denaro) non adempia ai propri obblighi, l’altra parte può domandare la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. Qualora il debitore dovesse provare che l’inadempimento o il ritardo è derivato da impossibilità della prestazione dovuta a causa a lui non imputabile, nulla potrà essere preteso dal creditore.

Responsabilità extracontrattuale

La seconda tipologia di responsabilità si presenta ogniqualvolta un soggetto cagiona ad altri un danno ingiusto senza essere legato da alcun rapporto. Ecco alcuni esempi: lesioni fisiche causate da una caduta per strada; la morte o le lesioni derivanti da un errore chirurgico; danneggiamento di veicolo a causa di un crollo di parte di un edificio.

La distinzione tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale non è di poco conto. Uno degli aspetti più importanti riguarda l’onere della prova. Nel caso di responsabilità contrattuale quando si è di fronte ad un’ipotesi di inadempimento la legge presume la colpa del debitore esonerando l’altra parte dal relativo onere probatorio. Si tratta di una presunzione relativa. Infatti, il debitore può liberarsi da ogni responsabilità provando l’assenza di colpa e cioè che l’impossibilità di adempiere è derivata da causa a lui non imputabile. Nella responsabilità extracontrattuale l’obbligo di fornire la prova è a carico del danneggiato che dovrà dimostrare il fatto illecito in tutti i suoi elementi, incluso l’atteggiamento soggettivo dell’autore (colpa o dolo).

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Risarcire integralmente i danni

Altro aspetto molto importante è il risarcimento dei danni subiti. Qualsiasi danno, patrimoniale o non patrimoniale, deve essere risarcito. Le modalità di liquidazione e determinazione variano chiaramente a seconda che si tratti di responsabilità civile contrattuale o extracontrattuale.

Per danno patrimoniale si intende una perdita economica (esempi: deprezzamento di un bene; mancato guadagno per l’impossibilità di concludere un diverso affare; spese vive sostenute per la conclusione di un contratto). Il risarcimento dei danno patrimoniale ha come finalità quella di reintegrare un bene distrutto che abbia un valore di mercato al fine di ricostituire l’ordine economico.

Il risarcimento del danno non patrimoniale ha una finalità molto diversa (si pensi al danno alla salute). Infatti, il bene danneggiato non ha necessariamente un valore economico e lo scopo è quello di reintegrare le funzionalità del danneggiato o per equivalente o attraverso una somma di denaro.

Per chiarimenti o quesiti:vallini-filippo@tiscali.it oppure 392-6100114